Altre Schede Paese
Cosimo Export

Siria 



Informazioni Generali
Superficie
185.180 Kmq

Capitale (e relativo comprensorio)
Damasco (4.010.000 abitanti)

Altre città principali (e relativi comprensori)
Aleppo (4.230.000 ab.), Homs (1.590.000 ab.), Hama (1.440.000 ab.), Hassakah (1.330.000 ab.), Idlib (1.310.000 ab.).

Popolazione
20,5 milioni di abitanti (stima risalente alla metà del 2008)

Lingua
La lingua ufficiale è l’Arabo. Diffusi anche il francese e l’inglese.

Religione
Musulmani (72%), Alatiti (14%); Cristiani (12%); Drusi (3%);

Moneta
L’unità monetaria è la lira Siriana (£S)SYP, divisa in 100 piastre.
Il tasso di cambio a novembre 2009 era di 68,6781 £S per 1 Euro e di 46,0480 £S per 1 dollaro.
Nel 2008 la media annuale del tasso di cambio è stata di 73,8633 lire siriane per 1 euro e di 50,1129 lire siriane per 1 Dollaro.

Principali indicatori economici

 

2007a

2008 b

2009c

2010c

PIL

 

 

 

 

PIL nominale in (milioni di US$)

40.416

50.777

52.499

60.227

PIL nominale (miliardi di £S)

2.019,8

2.365,3

2.464,2

2.795,0

Crescita reale del PIL (%)

6,3

5,1

2,2

3,8

Spesa sul PIL (% reale)

 

 

 

 

Consumi privati

2,1

5,9

2,2

3,9

Consumi pubblici

23,6

3,3

2,0

4,3

Investimenti lordi fissi

7,9

5,8

-1,0

3,7

Export di beni e servizi

1,4

0,6

-2,0

1,9

Import di beni e servizi

11,3

2,1

-3,5

2,4

Origine del PIL (% reale)

 

 

 

 

Agricultura

-10,3

-21,2

 3,5

4,2

Industria

2,8

17,1

-2,5

0,3

Servizi

16,2

9,3

3,8

5,1

Demografia e reddito

 

 

 

 

Popolazione (mln)

20,5

21,2 a

21,9

22,5

PIL pro-capite (US$ a PPA)

4.385b

4.548

4.519

4.575

Tasso di disoccupazione (media %)

8,4

8,6

9,2

9,7

Indicatori fiscali (% del PIL)

 

 

 

 

Entrate del settore statale

22,3

22,7

17,4

19,5

Spese del settore statale

25,8

24,6

25,0

24,1

Saldo del bilancio statale

-3,5

-1,9

-7,6

-4,6

Debito pubblico

28,8b

25,4

31,9

33,4

Prezzi e indicatori finanziari

 

 

 

 

Tasso di cambio £S -US$ (fine periodo)

48,10

46,74a

46,53

46,29

Tasso di cambio £S - € (fine periodo)

 

 

 

 

Prezzi al consumo (fine periodo; %)

3,9

15,7

3,8

7,9

Prezzi alla produzione (fine periodo; %)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Tasso di interesse sui prestiti (media; %)

10,0

10,2

9,3

8,7

Partite correnti (US$ mln)

 

 

 

 

Bilancia commerciale

-521

-1.995

-2.773

-2.998

Merci: export fob

11.747

13.972

10.330

11.233

Merci: import fob

-12.268

-15.967

-13.103

-14.231

Bilancia dei servizi

848

1.050

1.386

1.359

Bilancia dei redditi

-689

-717

-641

-654

Saldo del conto dei trasferimenti

764b

872

730

814

Saldo delle partite correnti

402b

-791

-1.298

-1.479

 

 

 

 

 

Riserve internazionali (US$ mln)

 

 

 

 

Totale delle Riserve internazionali

6.507b

6.765

5.083

5.184

 

a Attuale. b Stime Economist Intelligence Unit. c Previsioni Economist Intelligence Unit

.

Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit, Country Report Settembre 2009


Rischio paese
La SACE elabora una classifica che descrive l’atteggiamento assicurativo di SACE nei confronti di ciascun paese.

NELLA CLASSIFICA RISCHIO-PAESE, AGGIORNATA OTTOBRE 2009, LA SACE COLLOCA LA SIRIA NELLA 6A CATEGORIA OCSE SU 7

Si tratta della categoria assegnata dall’OCSE che indica il grado di rischiosità di un Paese (da 0 a 7, ove 0 rappresenta il rischio minore e 7 il rischio massimo). A ciascuna categoria – ad eccezione della categoria 0 – corrisponde un premio minimo a copertura del rischio sovrano a MLT.

- CONDIZIONI DI ASSICURABILITÀ: NESSUNA RESTRIZIONE
(Plafond paese € 100 mln).

Le Condizioni di Assicurabilità indicano l’atteggiamento assicurativo che SACE adotta verso ciascun paese:
i) Nessuna Restrizione: apertura per tutti i tipi di operazione. Si applica ai paesi industrializzati e ad alcuni paesi emergenti che non presentano aspetti di rischiosità particolarmente rilevanti;
ii) Apertura con Restrizioni: in relazione alla situazione economico-finanziaria dei paesi possono essere fissate delle restrizioni;
iii) Sospensiva: in questo caso non è consentita l'operatività ordinaria.

Prospettive future
La Siria sta gradualmente portando avanti un processo di riforma della propria economia centralizzata e pianificata e si prevede che continui a perseguire tale strada anche nel prossimo biennio. Tale processo è fortemente sostenuto dal Ministro per gli affari economici, Abdullah al-Dardari. Questa nuova politica economica, incoraggiando nuovi investimenti, controbilancerà il declino di lungo periodo che si registrerà nell’ambito della produzione petrolifera.

La spesa siriana probabilmente sarà limitata dai profitti che richiamano alla prudenza.
Il deficit fiscale siriano aumenterà notevolmente attestandosi a ben 4 miliardi di $ (pari al 7,6% del Pil) nel 2009 per poi scendere al 4,6% del Pil l’anno seguente. Nonostante, la riduzione dei sussidi sul carburante, ciò è sicuramente attribuibile agli incrementi salariali nel settore pubblico nonché agli acquisti di cereali a più alto prezzo. E comunque, i rimanenti sussidi rappresentano ancora un grosso onere fiscale. L’introduzione dell’IVA ovviamente aumenterà i profitti dalle tasse nel 2010; inoltre, il governo potrebbe ricevere una certa rendita dalla conversione degli attuali contratti di telefonia mobile in licenze di lungo periodo e dall’autorizzazione all’entrata di un terzo operatore nel mercato. Sempre nell’ambito della politica fiscale, anche i piani di riforma del settore pubblico, che includono la trasformazione di aziende di proprietà statale in aziende indipendenti e con un proprio bilancio, produrrà effetti positivi.
Nell’ambito della politica monetaria, invece, il governatore della Banca Centrale Siriana, Adib al-Mayaleh, sta tentando una riforma monetaria pianificando di costituire un mercato locale incrementando il numero di strumenti monetari utilizzabili dalla Banca centrale e aiutando a contenere l’impatto inflazionarlo dei deficit di bilancio. Inoltre, dall’inizio del 2008 la Banca Centrale sta attivamente riducendo le restrizioni alla transazioni di valuta estera e nel prossimo biennio proseguirà in tal senso. Tali misure certamente contribuiranno ad incentivare il processo di modernizzazione del settore bancario nell’ambito del quale le banche private iniziano a giocare un ruolo sempre più importante.
Gli investimenti saranno favoriti dalle sempre maggiori aperture economiche siriane e dal miglioramento delle relazioni internazionali anche se, allo stesso tempo, la crisi economica mondiali li ridurrà nel breve periodo.
La crescita del Pil reale nel 2010 si velocizzerà arrivando al 3,8% grazie ad una parziale ripresa delle esportazioni agricole e ad un picco che si registrerà nel settore degli investimenti (sia nazionale che esteri). La crescita dei consumi privati dovrebbe indebolirsi nel 2009-10 non solo a causa delle più basse entrate ma anche perché l’influenza dei rifugiati iracheni sui livelli di consumo inizierà a diminuire. Gli investimenti fissi e le importazioni, invece, subiranno una contrazione nel 2009 per poi raggiungere un nuovo picco nel 2010.
L’agricoltura crescerà finalmente nel prossimo biennio dopo essersi caratterizzata per due anni per un netto declino. I servizi continueranno ad espandersi, soprattutto grazie al boom nel turismo e al commercio di transito, così come il settore delle costruzioni. L’industria, infine, beneficerà degli investimenti nei progetti energetici, incluse nuove raffinerie.
L’inflazione sui prezzi di consumo diminuirà tra il 2009 e il 2010, grazie alla discesa dei prezzi internazionali. Nel 2008 l’inflazione ha raggiunto un picco pari al 15,7% ma nel 2009 dovrebbe tornare a valori molto più contenuti arrivando al 3,8%.
Le esportazioni dovrebbero diminuire del 26,1% nel 2009 per poi crescere dell’8,7% nel 2010 grazie all’aumento dei prezzi di cotone e petrolio. L’intera produzione petrolifera scenderà a una media di 377.000 barili al giorno tra il 2009 e il 2010 anche se l’impatto netto dei prezzi del petrolio sul bilancio commerciale è limitato dal fatto che le importazioni siriane di prodotti raffinati sono di numero pari alle esportazioni di greggio.
Quanto ai guadagni provenienti dalle esportazioni di prodotti non energetici dovrebbero aumentare nel 2009-10. Le esportazioni non petrolifere stanno continuando a trarre benefici dalla forte domanda a livello regionale e da un controllo meno assillante dei cambi stranieri. Infine, le rimesse per i lavoratori espatriati continueranno a giocare un ruolo fondamentale nel sostenere il bilancio in conto corrente tra il 2008 e il 2009 e i debiti in entrata si stabilizzeranno a quota 1,4 miliardi di $ all’anno.


Settori produttivi
Gran parte dell’economia siriana è tuttora ampiamente controllata e pianificata dallo Stato.
Lo Stato continua pertanto ad avere un ruolo fondamentale nello sviluppo del Paese, mantenendo non solo il controllo sulle attività di trasformazione dei prodotti minerari e sulla produzione di gas ed energia, ma anche la proprietà delle principali imprese nei comparti meccanico, alimentare, del raffinamento dello zucchero, della produzione di cemento e materiali da costruzione. La gestione imprenditoriale statale soffre d’inefficienza, mancanza di capitali e di esperienza manageriale, oltre che di eccesso di occupazione.

Con l’approvazione della Legge n. 10/1991 e malgrado le contraddizioni ad essa legate, il settore privato ha beneficiato dell’afflusso di nuovi capitali, mentre quello pubblico ha avviato un processo di modernizzazione e ristrutturazione. Tuttavia, gli investimenti nelle industrie private sono pochi (il più grande è relativo ad un’azienda di ceramiche che è al momento in costruzione per conto di una joint venture tra l’egiziana Orascom Construction Industries e il locale MAS Group. I lavori sono iniziati nella seconda metà del 2007). Anche le industrie di cotone e cereali sono prevalentemente sotto il controllo statale, mentre altre aree considerate meno strategiche (ad esempio la produzione di frutta) sono per lo più nelle mani del settore privato.

Tale trend sembra essere in calo, per via della costante diminuzione della produzione petrolifera nazionale.
Un altro settore importante è quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio che incide per il 15-20% del Pil.

La grandezza del settore manifatturiero ed estrattivo riflette l’importanza dell’industria petrolifera e del gas in Siria, nonché quella legata all’estrazione di fosfato ma, l’agricoltura è il settore più importante dell’economia siriana e, nel 2005, ha contribuito al 18% del PIL nominale.. Negli anni ’80, con la scoperta di nuovi giacimenti di petrolio, i settori estrattivo e manifatturiero hanno tuttavia dato un maggior contributo al Pil, superando l’agricoltura nel 1999-2003. Il settore petrolifero è principalmente concentrato nella regione di Deir al-Zour e attorno alle raffinerie di Aleppo e Banias. Nell’ambito del settore agricolo, l’allevamento gioca un ruolo decisivo rappresentando il 36% del valore totale; la produzione di frutta e cereali è la metà di quella totale e, per la maggior parte, è utilizzata per il fabbisogno interno. La fonte di guadagno più forte sul piano delle esportazioni è invece rappresentata dal cotone e dalle coltivazioni industriali che rappresentano l’11% del totale del raccolto.
La maggior parte delle industrie agricole si concentra nell’area a Nord di Damasco. I principali centri commerciali sono Aleppo e Damasco seguiti da Latakia, Tartous, Deir al-Zour e Homs. A Damasco ed Aleppo sono situate anche le industrie tessili e delle ceramiche.

Anche se teoricamente tutti i settori sono aperti alla partecipazione del settore privato, ci sono stati solo pochi progetti importanti di investimento. Il più grande è legato ad un’azienda di cemento costruita da una joint venture tra la francese Lafarge e la MAS Group siriana.

Interscambio
Secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2008, l'Italia confermerebbe il trend positivo del 2007 con un'esportazione verso la Siria di prodotti per ben 1.030 milioni di euro. Si tratta di un record assoluto, con un incremento del 10,5% rispetto al corrispondente periodo del 2007 (+55,1% invece, rispetto al 2006), mentre le nostre importazioni dalla Siria sono ammontate a 818,3 milioni di euro denotando una contrazione dell'11,8%. Il totale dell'interscambio ha quindi raggiunto i 1.848 milioni di euro, indicando un leggero decremento dello 0,6%.

Il saldo, tradizionalmente in passivo per l'Italia, è ora eccezionalmente in attivo per 211,3 milioni di euro. Questo capovolgimento è stato determinato non solo dall'ottima performance del nostro export, ma anche dal decremento degli acquisti di petrolio raffinato. Sul fronte delle nostre forniture invece sono stati registrati i seguenti incrementi: macchine e apparecchi per la produzione e l'impiego di energia meccanica (+159,0%) e 91,1 milioni, prodotti chimici di base (+67,0%) e 62 milioni di euro, altre macchine di impiego generale (+22,9%) e 55,1 milioni di euro, autoveicoli (+58,0%) e 40,2 milioni di euro, prodotti della siderurgia (+16,1%), articoli in materie plastiche (+19,0%), apparecchi medicali (+80,9%) e articoli di coltelleria (+22,1%). Da notare poi l'evoluzione dei prodotti alimentari e bevande con 14,8 milioni di euro (+224,0%), degli articoli di abbigliamento con 8,5 milioni di euro (+36,8%), delle piastrelle ceramiche con 4,6 milioni di euro (+987,2%), delle calzature con 3,3 milioni di euro (+153,3%) e dei mobili con 2,1 milioni di euro (+109,8%). Alcuni di questi incrementi, sono frutto anche delle liberalizzazioni dell'import. In contrazione, invece, i prodotti petroliferi raffinati (-8,9%) e 386,8 milioni di euro, le altre macchine per impieghi speciali (-10,7%), gli altri prodotti chimici (-6,8%), i generatori elettrici (-20,2%) e le macchine utensili (-18,4%). I prodotti petroliferi raffinati hanno quindi un peso del 37,6% sul nostro export, in contrazione dal 45,6% del 2007, a dimostrazione di una maggiore strutturazione settoriale delle esportazioni italiane, mentre i beni strumentali hanno una quota in aumento, avendo raggiunto il 23,7% (era il 20,2% nel 2007), con 244,0 milioni di euro in totale, denotando un + 29,4% in valore sul 2007. Sul versante delle nostre importazioni, la quota principale è determinata dal petrolio greggio e raffinato, con un peso delle due voci dell'88,6% sul nostro import dalla Siria, ed un valore di 724,9 milioni di euro (-6,0%).

Interscambio commerciale

Interscambio Italia - Siria
Trend 2007-2008-2009
2007
valore in €
2008
valore in €
2009
valore in €
Esportazioni
931.727.346
1.030.657.807
714.799.189
Importazioni
927.409.328
818.343.576
421.323.228
Saldo
4.318.018
212.314.231
293.475.961
Fonte dati Istat Gen.-Dic. 2009 (agg. luglio 2010)

Principali trattati
Accordo commerciale Ratificato il 22.02.1956 ed entrato in vigore il 27.02.1956
Accordo di cooperazione tecnica Ratificato il 9.05.1974 ed entrato in vigore il 9.04.1974
Convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi derivanti dall’esercizio della navigazione marittima ed area Ratificato il 22.07.1974 (G.U. n. 121 del 5.05.1977) ed entrato in vigore il 22.07.1976 retroattivo all’1.01.1964

Informazioni di viaggio
Prefisso internazionale
00 963 prefisso per il Paese;
11 Damasco;
21 Aleppo;
41 Lattakia

Fuso orario
2 ore avanti rispetto all’orario di Greenwich; 1 ora avanti rispetto all’Italia

Documenti
Per i cittadini italiani è necessario il passaporto (valido almeno sei mesi) ed il visto consolare ottenuto prima dell’ingresso nel Paese. Visti individuali sono rilasciati solo presso l`Ambasciata siriana di Roma, non alla frontiera e di solito consentono un solo ingresso nel Paese. Se si programma una visita in più Paesi dell`area con reingresso in Siria (per es. abbinando Siria, Giordania, Libano) è necessario chiedere un visto "più ingressi". Per i cittadini italiani provenienti dal Libano e muniti di valido visto d`ingresso libanese è previsto di norma il rilascio del visto d`ingresso in Siria alla frontiera tra i due paesi (per quanto riguarda invece la possibilità di ottenere in Siria un visto d`ingresso per il Libano, si ricorda che in territorio siriano non esiste una rappresentanza diplomatica libanese; tuttavia il visto per tale paese viene ora generalmente rilasciato anche alla frontiera terrestre tra i due paesi).

Occorre prestare attenzione al fatto che il passaporto NON contenga alcun visto di Israele. Ove all`esame del passaporto o di altro documento dato in visione alle autorità di frontiera siriane venisse riscontrato che il titolare sia stato precedentemente in Israele, paese con il quale formalmente sussiste tuttora lo stato di belligeranza, l`ingresso in Siria non verrà consentito e ciò anche in presenza di visto già rilasciato da rappresentanze diplomatiche o consolari siriane all`estero. Si fa presente a tal fine che i timbri egiziani e giordani rilasciati ai posti di frontiera con Israele (es. Taba, Rafah, King Hussein - ex Allenby- Bridge, ecc.) sono generalmente equiparati al timbro israeliano. Interventi dell`Ambasciata d`Italia in Damasco non hanno in passato consentito l`ingresso in Siria nei predetti casi.

All`ingresso nel Paese è fatta compilare anche una Carta d`Entrata da conservare e restituire alla frontiera di uscita.
Per soggiorni di durata superiore ai 15 gg. è necessario, dopo l`ingresso nel Paese ed entro i 15 gg. previsti, ottenere dalle locali Autorità per l`immigrazione un Visto di Residenza, la cui apposizione è controllata in aeroporto al momento dell`uscita dal Paese. In mancanza, le Autorità aeroportuali consentono la partenza solo dopo alcuni accertamenti che possono durare anche più giorni.

Settimana lavorativa
La settimana lavorativa è di sei giorni. Gli uffici pubblici, le banche e gli operatori musulmani lavorano dal Sabato al Giovedì. La maggior parte delle imprese cristiane è aperta il Venerdì e chiusa la domenica. Durante il Ramadan l’orario di ufficio è posticipato di un’ora. L’orario degli uffici privati è diverso in estate e in inverno.
UFFICI AMMINISTRATIVI: dalle ore 8.00 alle ore 14.00 (chiusura il Venerdì)
BANCHE: dalle ore 8.30 alle ore 12.30 (chiusura il Venerdì)
NEGOZI: dalle ore 10.00 alle ore 13.30/14,00 e dalle ore 17.00/17,30 alle ore 20.00

Carte di credito
Le carte di credito generalmente accettate sono: American Express, Diners’ Club, Visa, Mastercard. Al momento il loro utilizzo è però possibile solo in un limitato numero di alberghi, negozi, linee aeree e centri commerciali per turisti.

Formalità valutarie
La valuta estera per ammontare superiore a 5.000 US$ deve essere dichiarata all`ingresso nel Paese. All`uscita potrà essere controllata. Non essendo consentiti acquisti in valuta nel Paese (con la rilevante eccezione dei grandi alberghi da pagarsi obbligatoriamente in dollari) dovranno essere conservate le ricevute delle operazioni di cambio effettuate.
Non è consentito far uscire dal Paese valuta locale e non è possibile utilizzare carte di credito per anticipo di contante da parte delle banche locali.
In Siria non sono in funzione sistemi automatici di erogazione di contante (Bancomat, ecc.).

Festività nazionali:

Si riportano di seguito le festività nazionali:
1° gennaio 2009 (Capodanno);
8 marzo (Revolution Day);
9 marzo 2009 (Compleanno del profeta);
21 marzo (Mother’s Day);
12 aprile (Pasqua);
17 aprile 2009(Festa dell’indipendenza);
20 aprile (Pasqua ortodossa);
1° maggio (festa dei lavoratori);
6 maggio (commemorazione dei martiri);
21 settembre (Eid al-Fitr);
6 ottobre (October Liberation War);
28 novembre (Eid al-Adha);
18 dicembre (Nuovo anno islamico);
25 dicembre (Natale).


Principali indirizzi utili


Ambasciate e Consolati in Italia

Ambasciata e Sezione Consolare della Siria in Italia
P.zza Dell’Ara Coeli, 1 - 00186 Roma
Tel. (06) 6749.801/2/3 - Fax (06) 6794989
Ambasciatore: Nabila Chaalan dal 6 febbraio 2003
syria@email.it


Ambasciate e Consolati all'estero

Ambasciata d'Italia e Ufficio Commerciale in Siria
Ata Al Ayubi street DAMASCO
Tel. (+963 11) 3332537 / 3342526 / 338338 / 3332621 / Fax (+963 11) 3320325 Telex 043 411180 ITADIPL SY
italamb@net.sy - itamcomm@net.sy
www.ambdamasco.esteri.it

Consolato Generale Onorario d’Italia ad Aleppo
Rue Zouher Ibn Abi Selma, B.P. 113 Quartier Jamylieh- Aleppo
Cons. On. Georges Antaki
Tel. (+963 21) 2214601 / 2215566 / 2235566 - Fax (+963 21) 22214602


Istituto Nazionale per il Commercio Estero - I.C.E

Italian Trade Commission
C/O Italian Embassy
Direttore: Del Monte Sebastiano
Abou Rummaneh Ata Al Ayoub Street , 4
P.O. Box 2216 Damascus Syria
Tel. (+963 11) 3319535 - Fax (+963 11) 3319538
damasco.damasco@ice.it
www.ice.it/estero2/damasco/defaultuff.htm


Rappresentanza Unione Europea

Delegazione della Commissione Europea
Wahab Bin Sa’ad St. 3, Damascus, S.A.R.
P.O. Box 11269
Tel 963-11-3327640 - Fax 963-11-3320683
delegation-syria@cec.eu.int
www.delsyr.cec.eu.int/en/contacts/index.htm


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