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Cina
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Informazioni Generali
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Superficie
9.561.000 km². Capitale Beijing (Pechino 13,1 milioni di abitanti). Altre città principali Shanghai (15.6 milioni di ab.), Shenyang (4,4 milioni di ab.) Chongqing (5,1 milioni di ab.), Tianjin (5,2 milioni di ab.), Chengdu (3,8 milioni di ab.), Wuhan (4,9 milioni di ab.), Guangzhou (11,0 milioni di ab.), Harbin (4,8 milioni di ab.). Popolazione E' lo Stato più popoloso del mondo, con circa 1.320.000.000 di abitanti. Densità di popolazione: 135.9 abitanti per Km2. Lingua La lingua ufficiale è il Putonghua, conosciuto più comunemente come Mandarino, che presenta vari dialetti importanti, come lo Yue (Guangzhou e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Repubblica di Cina o Taiwan). Sono presenti altri dialetti oltre a questi, come lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate da questa minoranza, una delle 55. Dongba, la lingua dei Naxi, è un pittogramma ancora in uso. In Cina sono poi diffusi nelle regioni di confine, il coreano e il kazaco e in alcune aree del Paese anche il mongolo, l'uiguro e alcuni dialetti tibetani. Mentre, per le attività economico-commerciali viene comunemente utilizzata la lingua inglese. Religione Confucianismo, religione naturistica tradizionale; Taoismo, razionalismo mistico e animismo carico di elementi magici; Buddismo. Clima Continentale con temperature estreme; subtropicale nel sud-est. Moneta L'unità monetaria della Cina è il Yuan/Renminbi (Y/Rmb), CNY suddiviso in 10 jiao (ogni jiao si suddivide a sua volta in 100 fen). A metà giugno 2010 la People’s Bank of China ha annunciato lo sganciamento dello yuan dal dollaro statunitense, e il ritorno a un regime di flessibilità controllata. È stato fissato un mid-point di 6,8275 intorno al quale è stata definita la banda di oscillazione del ± 0,5. La valuta cinese è stata agganciata in modo rigido al dollaro dalla fine del 2008 (il cambio yuan/dollaro era stabile a 6,83), come mossa preventiva per fronteggiare la crisi e non perdere di competitività alla luce del crollo del commercio internazionale. L’interruzione dell’ancoraggio al dollaro segna il ritorno alla fase di graduale sganciamento dello yuan iniziata nel 2005 (e durata fino alla fine del 2008) a seguito di una lunga fase, tra il 1997 e il 2005, in cui la valuta cinese era rimasta ancorata alla valuta statunitense. Cosa è cambiato? L’apprezzamento della valuta sarà graduale e controllato e non avverrà in maniera istantanea, nel breve periodo non ci si aspettano effetti particolarmente rilevanti. |
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Principali indicatori economici
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Rischio paese
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La SACE colloca la Cina nella categoria OCSE 2 su 7 (dove 0 rappresenta il rischio minore e 7 il rischio massimo).
Condizioni di Assicurabilità: Nessuna Restrizione (apertura per tutti i tipi di operazione). Rischio politico La stabilità politica è garantita dalla centralità del Partito comunista cinese (CCP), ma all’interno del paese permangono diverse vulnerabilità. Sul piano internazionale, il paese è impegnato a rafforzare i propri rapporti, specialmente con gli Stati Uniti. Politica interna. Il potere politico rimane centralizzato nelle mani del Partito Comunista Cinese (CCP), fattore che assicura una relativa stabilità. Nel medio termine non sono previsti cambiamenti all’interno della struttura governativa e il paese continua ad essere guidato dalla “quarta generazione” di politici che comprende Hu Jintao, Presidente e Wen Jiabao, Primo Ministro. Il premier Jiabao è stato in grado di gestire il rallentamento economico, mettendo in atto importanti interventi di politica economica. Questo ha permesso di rafforzare la sua autorità e credibilità sia a livello centrale che locale; nel paese permangono tuttavia diverse vulnerabilità, principalmente rappresentate dalla crescente disuguaglianza sociale tra zone urbane e zone rurali, dai costi ambientali, dal livello di corruzione elevato e dai conflitti etnici e religiosi che, in modo particolare, nelle regioni del Tibet e dello Xinjiang hanno portato a situazioni di forte tensione interna. Relazioni internazionali. La Cina è impegnata nel consolidare le sue relazioni diplomatiche nel contesto internazionale. I rapporti con gli USA sono in fase di miglioramento: ci sono state di recente diverse occasioni di confronto, come la visita a Pechino del presidente Obama nel mese di novembre e la presenza cinese al vertice sul clima tenutosi a dicembre a Copenhagen. Si rafforzano anche i legami con le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo, nell’ambito di una politica mirata all’acquisizione di risorse energetiche: le autorità e le società statali cinesi hanno infatti stretto accordi con numerosi paesi africani e sudamericani per assicurarsi lo sfruttamento e le forniture di petrolio, gas e altre materie prime. Sono cresciuti gli scambi commerciali all’interno dell’area asiatica, in particolare all’interno dell’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) e dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC). Dal 2001 il paese è membro della WTO e della Shanghai Cooperation Organization (SCO). Rischio economico L’ingente intervento statale messo in atto per fronteggiare la crisi, ha permesso al paese di registrare un tasso di crescita dell’8,7% nel 2009. Dopo una forte contrazione, anche le esportazioni si sono riprese, accompagnate però da un aumento più che proporzionale delle importazioni. Attività economica. Con una crescita stimata dell’8,7% del PIL nel 2009, la Cina si è confermato il paese che è stato in grado di reagire meglio alla crisi internazionale. Seppure il risultato rappresenti un rallentamento rispetto ai tassi di crescita a due cifre registrati negli anni precedenti, si tratta di un risultato sorprendente, anche rispetto alle aspettative dello stesso governo cinese, che si aspettava una crescita non superiore all’8%. A garantire la ripresa a V è stato l’ingente intervento statale, incentrato su consistenti investimenti in ambito infrastrutturale e al supporto della domanda interna. In risposta alla crisi, la Cina è stata infatti in grado di modificare la propria struttura economica, passando da una crescita di tipo export-led ad una di tipo demand-led. Il settore industriale, uno dei principali motori dell’economia cinese, ha mostrato un’incredibile ripresa nel corso del 2009, concludendo l’anno con un apporto di valore aggiunto alla crescita dell’11% tendenziale, in contrazione solo dell’1,9% rispetto al 2008. Bilancio pubblico e inflazione. La riduzione delle entrate nel 2009 ha determinato un ampliamento del deficit di bilancio, passato da –0,4% nel 2008 al –3% nel 2009. L’allocazione del pacchetto fiscale (586 mld $) è stata recentemente rivista, ponendo maggiore attenzione ai settori immobiliare (a cui verrà destinato il 10% del totale, rispetto al 7% previsto inizialmente); sanitario (dall’1% al 3,8%) e della ricerca e sviluppo (dal 4% al 9,3%). Dopo la pressione deflazionistica che ha colpito l’indice dei prezzi al consumo nella prima metà del 2009, nella seconda parte dell’anno si è osservata un’inversione di tendenza grazie alla ripresa mondiale dei prezzi delle materie prime e dell’economia interna cinese. Per il 2010 si attende un CPI pari a 3,1%, rispetto al –0,6% registrato nel 2009. Bilancia dei pagamenti. Il contributo alla crescita da parte del settore estero è stato negativo nel 2009, data una contrazione del 16% delle esportazioni e dell’11% delle importazioni, che hanno determinato una riduzione del surplus di bilancia commerciale del 30%. Già a dicembre 2009 però, le vendite all’estero sono tornate in territorio positivo dopo 13 mesi di riduzione. La crisi ha determinato un cambiamento dei flussi commerciali del paese, le cui export verso Stati Uniti ed EU si sono ridotte, mentre sono aumentate quelle all’interno dell’area (per esempio nei confronti dell’ASEAN). Alla ripresa delle esportazioni è associato un aumento più che proporzionale delle importazioni, di cui una larga parte viene utilizzata per il re-export. Le importazioni di petrolio hanno raggiunto i 5 milioni di barili giornalieri, rendendo la Cina il secondo importatore mondiale di oil dopo gli Stati Uniti. La più rapida ripresa dell’economia cinese rispetto al resto del mondo contribuisce ad un aumento delle import più sostenuto rispetto alle export, portando a prevedere una, seppur lieve, riduzione del surplus commerciale nel 2010. Il surplus di parte corrente, che nel 2008 era pari al 9,6% del PIL, si è ridotto al 5,8% nel 2009, ed è previsto in ulteriore calo. Posizione debitoria e riserve internazionali. Il debito con l’estero è piuttosto contenuto, corrispondente al 7,4% del PIL nel 2009, in riduzione rispetto al 9,1% del 2008. Le riserve internazionali hanno registrato un forte incremento nell’ultimo trimestre del 2009, portando a chiudere l’anno con 2,4 mld $ di riserve internazionali, corrispondenti a 25,6 mesi di importazione. Tasso di cambio. La ripresa delle esportazioni ha riacceso le pressioni internazionali affinché il governo cinese permetta un apprezzamento della valuta, processo che era stato interrotto all’inizio della crisi. Da luglio 2008 infatti lo yuan è stato sostanzialmente ancorato al dollaro statunitense. Il tasso di cambio effettivo mostra ancora un certo grado di apprezzamento rispetto ai livelli pre-crisi, come risultato del deprezzamento delle valute dei principali partner commerciali del paese a causa del rallentamento internazionale. Rischio finanziario La banca centrale ha cominciato ad implementare le exit strategy in ambito monetario, a partire dall’innalzamento del tasso di riserva obbligatoria. Struttura del sistema. Il settore è dominato da 4 grandi banche pubbliche (SCB): la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), la Bank of China (BoC), la China Construction Bank (CCB) e la Agricultural Bank of China (ABC), che detengono oltre il 50% dell’attivo totale. Le riforme attuate dalle autorità hanno riguardato la ricapitalizzazione delle principali banche, il cambiamento della struttura proprietaria, l’entrata di investitori istituzionali e la quotazione nei mercati dei capitali domestici e internazionali. Performance. La Banca Centrale sta progressivamente ritirando le politiche monetarie espansive messe in atto durante la crisi. Gli interventi adottati a partire da gennaio 2010 puntano a drenare l’eccesso di credito nel sistema e a ridurre il rischio di pressioni speculative nel mercato dei titoli. L’ultimo intervento ha riguardato l’innalzamento del tasso di riserva obbligatoria, per la prima volta da giungo 2008, di 50 basis points, portandolo al 16%. L’aumento dei tassi di interesse non è invece ancora stato effettuato, per evitare che un ritiro delle politiche monetarie espansive prima del tempo strozzi la ripresa. Mercato azionario. L’eccesso di liquidità sembra aver colpito principalmente il mercato dei titoli, accrescendo la paura di una bolla nei prezzi degli asset. Lo Shanghai Stock Exchange ha guadagnato più del 90% dal 2008. L’eccesso di liquidità ha generato pressione inflazionistica anche nel mercato del real estate. Il prezzo medio nazionale di vendita sul mercato del immobiliare è infatti aumentato di oltre il 6% dalla fine del primo trimestre del 2009. Rischio operativo Nonostante i progressi, il contesto operativo rimane caratterizzato da elevata burocrazia e scarsa trasparenza. Sistema legale. Il sistema legale cinese si è evoluto nel corso degli ultimi anni, ma difetta di indipendenza da parte delle corti ed è fortemente burocratizzato. Infatti i processi locali sono lunghi e inaffidabili; tuttavia è sempre ammesso l’arbitrato internazionale. Per l’investitore straniero l’apparato normativo risulta confuso e poco chiaro, a causa della molteplicità delle leggi e dei regolamenti a livello locale, oltre che nazionale. Inoltre, la corruzione è molto diffusa. Atteggiamento nei confronti degli investitori esteri. L’atteggiamento delle autorità nei confronti degli investitori esteri è favorevole. Numerosi progressi sono stati compiuti con l’ingresso del paese nella WTO. Sono state gradualmente ridotte le restrizioni sulle transazioni con l’estero e gli investitori stranieri hanno libero accesso alla valuta estera per tutte le transazioni riguardanti le partite correnti (export, import, rimpatrio di capitali, profitti, ecc..). Sono incoraggiati gli investimenti in alcuni settori come agricoltura e infrastrutture e quelli destinati alle aree meno sviluppate del paese. In passato si sono registrate difficoltà nella gestione di joint venture italo- cinesi. Infrastrutture, sicurezza e calamità naturali. Lo stato delle infrastrutture si è progressivamente evoluto, ma non è ancora in linea con gli standard occidentali, soprattutto per quel che riguarda il sistema dei trasporti terrestri. Il piano fiscale messo in atto dal governo prevede di destinare oltre il 45% del budget totale al settore infrastrutturale. Il livello di sicurezza interna è nettamente migliorato rispetto agli anni ‘90, ma permane una situazione di violenza latente, legata ai movimenti separatisti della provincia dello Xinjiang e le disuguaglianze sociali. La crescente scarsità di acqua potrebbe condurre il paese verso una crisi idrica, innescata dalle ricorrenti siccità, dall’inquinamento, dalla rapida crescita dell’economia e dagli sprechi. Aggiornamento: Febbraio 2010. |
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Prospettive future
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L’economia cinese manterrà un andamento piuttosto sostenuto anche per i prossimi anni.
Continuano ad essere tre i motori più importanti della crescita economia del Paese: - esportazioni, - consumi, - investimenti. Nonostante ciò, si registrerà un rallentamento rispetto alle prestazioni avutesi durante il 2007 e il 2008. In particolare, il PIL nazionale raggiungerà un valore pari all'8.1% per la fine del 2009 e all'8.5% durante il 2010, entrambi inferiori al 9.0% registrato nel 2008 e al 13.0% registrato nel 2007. Anche per i prossimi anni, saranno gli investimenti i principali motori trainanti della crescita economica del Paese. La Cina è il primo fra i mercati emergenti per flussi di capitali in entrata. L’Italia è il quinto Paese nella UE per flusso di investimenti diretti in Cina, dopo Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Francia. Parallelamente all'imponente flusso di investimenti stranieri in Cina, sta emergendo sempre più prepotentemente il ruolo della Repubblica Popolare Cinese come investitore all'estero di fondi propri. Questo nuovo ruolo sembra anticipare la possibilità che, attraverso i propri fondi di investimento, le acquisizione e le partecipazioni in aziende occidentali, la Cina possa influenzare in futuro la politica mondiale attaverso l'economia. |
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Settori produttivi
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Per più di 2000 anni l'economia della Cina si è basata su un metodo feudale, con pochi proprietari terrieri con il dominio su tutti dell'Imperatore.
La Cina ha alternato periodi di elevata prosperità economica sotto la dinastia Sung, a periodi di decadenza economica con l'entrata della dinastia Ming, per poi ritornare a livelli alti con la dinastia Ching. Nel Paese è penetrata un'economia occidentale che ha portato allo sviluppo dei porti e alla costruzione di ferrovie, affinché si potessero scambiare merci con maggiore celerità. Attualmente, essendo divenuta una realtà sempre più competitiva, l'economia cinese ricopre un ruolo fondamentale nel mercato mondiale. I settori produttivi tradizionali dell’economia cinese sono rappresentati dall’agricoltura, fondamentale nell’economia cinese, dal settore manifatturiero, in fase di progressiva ulteriore espansione, e da quello energetico. Nel corso degli ultimi anni, la struttura economica cinese si è però progressivamente diversificata, fino a comprendere ormai tutti i principali settori produttivi. Di rilievo il settore dei servizi, con particolare riguardo a quello finanziario, assicurativo e commerciale. Nel 2008, inoltre, la Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di utenti collegati ad internet ed e' sicuramente da annoverare tra i Paesi con maggiori potenzialita' in termini di vendite on line. La Cina intende aprire i servizi di pubblica utilità (utility) alle imprese private locali ed estere, in modo da affidare la gestione di servizi come il gas, l’acqua, il riscaldamento ed i rifiuti, ad operatori privati con il meccanismo del franchising. L’obiettivo del governo è quello di migliorare l’efficienza dei servizi, lasciando al governo centrale il ruolo di regolamentazione dei prezzi e la fornitura di sussidi agli operatori quando i servizi saranno offerti sottocosto. La ricchezza delle risorse naturali e la grande disponibilità di manodopera, portano a considerare la Cina una potenziale forza economica a livello mondiale, ma per il momento l’agricoltura presenta un grado di meccanizzazione ancora troppo basso, mentre l’industria appare in buona parte tecnologicamente arretrata. |
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Interscambio
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L’Italia è il 23° partner commerciale della Cina, terzo nella UE dopo Germania e Francia. L’export italiano negli ultimi anni è cresciuto a ritmi elevati, anche se nel 2009 è diminuito del 7% rispetto all’anno precedente.
I settori principali sono quelli della meccanica strumentale, elettronica ed elettrotecnica. Anche le importazioni dalla Cina si sono contratte, passando da 23 miliardi di euro a 17 e comprendono principalmente macchine e apparecchi elettrici, metalli e prodotti in metallo e prodotti tessili e dell’abbigliamento. Da segnalare il settore della farmaceutica italiana che continua a registrare buoni risultati data la sua natura anticiclica. Nel corso degli ultimi dieci anni l’interscambio commerciale tra Italia e Cina è aumentato progressivamente. Se è vero che le importazioni italiane dalla Cina sono maggiori rispetto alle esportazioni italiane verso il paese è anche vero che, tra i paesi emergenti, la Cina risulta uno dei più importanti partner commerciali per l’Italia. In termini di volumi di esportazioni italiane infatti, il paese si posiziona subito dopo Russia, Polonia e Turchia, i principali mercati emergenti per il nostro export. Questo risultato è rilevante se si tiene conto della distanza geografica e culturale del mercato cinese rispetto agli altri mercati europei. Nel 2009 inoltre, la Cina è stato l’unico paese di destinazione nei confronti del quale le esportazioni italiane di beni hanno presentato un tasso di crescita positivo (+6,5%). Nell’interscambio commerciale tra Cina e Italia, la componente di prezzo è sempre stato un elemento caratterizzante dei prodotti cinesi. Con lo yuan ancorato al dollaro statunitense, e il progressivo indebolimento di quest’ultimo (il cambio USD/EUR è passato da 0,92 nel 2000 a 1,47 nel 2008), è stato l’euro a subire maggiormente la debolezza del biglietto verde e, quindi, a perdere competitività nei confronti della Cina, sebbene vi fosse il beneficio di importazioni a basso costo. |
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Interscambio Italia - Cina
Trend 2007-2008-2009 |
2007
valore in € |
2008
valore in € |
2009
valore in € |
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Esportazioni
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6.289.724.054
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6.432.430.102
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6.634.577.815
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Importazioni
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21.689.010.862
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23.606.098.756
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19.265.353.767
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Saldo
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-15.399.286.808
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-17.173.668.654
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-12.630.775.952
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Principali trattati
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Informazioni di viaggio
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Prefissi internazionali
00 86 prefisso per il Paese; 10 Beijing; 20 Guangzhou; 21 Shangai; 22 Tianjin; 24 Shenyang; 27 Wuhan Prefisso selettivo per Hong Kong 00852 Fuso orario 8 ore avanti rispetto all’orario del meridiano di Greenwich; 7 ore avanti rispetto all’Italia (6 ore avanti con l’orario legale) Acquisti: Praticamente ovunque (alberghi, templi, strade, musei ecc.) si trovano venditori con mercanzie. Comunque non mancano moderni Centri dove è possibile acquistare praticamente di tutto, anche batterie, pellicole fotografiche, materiale elettronico ecc), ma le merci più apprezzate dai turisti sono seta, kashmere, porcellana, tappeti, giada, cloisonné, lacche, sculture di legno ecc. Normalmente si accettano anche carte di credito. Se si acquistano in Cina oggetti d'antiquariato è necessario conservare le ricevute, che potranno essere richieste in dogana in uscita dal Paese. Con le mance, ci si può regolare in questo modo: mezzo dollaro per persona al giorno all'autista, un dollaro al giorno alla guida, mezzo dollaro al facchino. Elettricità: 110/220 volt. È consigliabile munirsi di un adattatore per le prese. Vaccinazioni: Non viene richiesta alcuna vaccinazione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia la profilassi antimalarica nel caso di permanenze nella zona di Xishuangbanna (Yunnan meridionale, al confine con Laos e Birmania). Compagnie aeree: Airchina: http://www.airchina.com.cn/english/index.htm China Eastern Airlines: http://www.chinaeasternair.com.cn/ (in cinese) Documenti necessari per l'ottenimento del visto consolare 1) AFFARI: - Passaporto in corso di validità non inferiore ai sei mesi - Una foto formato tessera - Un formulario - Lettera d’invito anche via fax di una azienda cinese (solo per i visti di singola e doppia entrata) - lettera di invito ufficiale in originale, rilasciata dalla "Commissione Economica della Provincia" (Municipio) nel paese (solo per i visti multipli) 2) TURISMO: - Passaporto in corso di validità non inferiore ai sei mesi - Una foto formato tessera - Un formulario - Prenotazione del biglietto aereo Il visto può essere ottenuto presso l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma o presso il Consolato Generale di Milano (sono necessarie 1 oppure 2 settimane per il rilascio del visto). Coloro che ne sono sprovvisti sono obbligati a pagare multe elevate o possono essere respinti alla frontiera. Anche per il solo transito sul territorio cinese (pur senza scendere dal mezzo di trasporto) è necessario disporre del relativo visto, con un`unica eccezione: è stata decisa per i soli aeroporti di Shanghai l`esenzione dal visto per transiti (documentati con biglietto aereo e visti per il paese terzo) con soggiorno fino a 48 ore. Per entrare a Hong Kong basta il solo passaporto. Settimana lavorativa UFFICI: l’orario di lavoro degli uffici nella Repubblica Popolare Cinese si articola su cinque giorni lavorativi (dal Lunedì al Venerdì) con i seguenti orari: dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 13.00 alle ore 17.00 BANCHE: varia da città a città; generalmente dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 13.00 alle ore 17.00; il Sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30 UFFICI POSTALI: generalmente dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 19.00; molti alberghi offrono un servizio postale aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00. NEGOZI: varia da città a città; generalmente i negozi sono aperti 7 giorni su 7 dalle ore 8.00 alle ore 19.00 o dalle ore 9.00 alle ore 20.00; i ristoranti chiudono di solito alle ore 22.00 (l’orario raccomandato è tra le ore 17.30 e le ore 19.30) Carte di credito Accettate in generale nei grandi alberghi e nei negozi più costosi. Principali festività ANNO 2010 1 Gennaio Primo giorno dell'anno 15 Febbraio Lunar New Year (secondo giorno) 16 Febbraio Lunar New Year (terzo giorno) 2 Aprile Venerdì Santo 5 Aprile Lunedì di Pasqua 06 Aprile Ching Ming Festival 21 Maggio Compleanno del Budda 16 Giugno Tuen Ng Festival 1 Luglio Festa della costituzione della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong (SAR) 23 Settembre Chinese Mid-Autumn Festival 1 Ottobre Festa Nazionale 27 Dicembre Festivo (The first weekday after Christmas Day) |
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Ambasciate e Consolati in Italia
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Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma
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Via Bruxelles, 56 - 00198 Roma
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Tel: +39-06-8413458 - Fax: +39-06-85352891
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Consolato Generale - Milano
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Via Benaco, 4 20139 Milano
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Tel. (02) 55249993
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CIRCOSCRIZIONE Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna
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Consolato Generale Firenze
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Via della Robbia, 39 50132 Firenze
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Tel. (055) 5058188 (055) 520699 Fax (055) 520698
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CIRCOSCRIZIONE Toscana, Liguria, Umbria, Marche
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Ufficio commerciale cinese
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Via della Camilluccia, 613 - 00135 Roma
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Tel. (06) 3287273
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Ambasciate e Consolati all'estero
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Ambasciata d’Italia - Pechino
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2, San Li Tun Dong Er Lie 100600 Beijing
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tel.: +86 10 8532.7600 fax: +86 10 6532.4676
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Telefono cellulare del Funzionario di turno (in casi di estrema urgenza)
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tel.: (0086) 139.0103.2957
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Consolato Generale d’Italia - Canton
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Unit 1403 International Finance Place (IFP)
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No.8 Huaxia Road - Pearl River New City - 510623 Guangzhou
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tel.: +86(20) 38396225 fax: +86(20) 85506370
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Linea di emergenza Tel.: 135-00006700
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Consolato Generale d’Italia - Hong Kong
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Suite 3201 32/F Central Plaza - 18, Harbour Road - Wanchai
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Tel: 852-2522 0033 / 2522 0034/ 2522 0035 Fax: 852-2845 9678
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Consolato Generale d’Italia - Shanghai
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989, Chang Le Road, The Center, 19 Piano - 200031 Shanghai - CINA
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Tel.: +86(21) 54075588 - Fax: +86(21) 64716977
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Istituto Nazionale per il Commercio Estero - I.C.E
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Italian Trade Commission - Canton
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Unit 1402, International Finance Place (Ifp), No.8
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Huaxia Road, Pearl River New City
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510623 Guangzhou P.R.China
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Tel: (0086 20) 85160140 - Fax: (0086 20) 85160240
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Italian Trade Commission - Hong Kong
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Suite 4001 - Central Plaza - 18, Harbour Road
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Wanchai Hong Kong
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Tel: (00852) 28466500 - Fax: (00852) 28684779
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L'Ufficio ICE di Hong Kong è competente per
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le Regioni Amministrative Speciali (SAR) di Hong Kong e Macao
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Italian Trade Commission - Pechino (Beijing)
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Room 3802 - Jing Guang Center
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Hu Jia Lou, Chaoyang District
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100020 Beijing - P.R.China
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Tel: (008610) 65973797 - Fax: (008610) 65973092
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Italian Trade Commission - Shanghai
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Room 1901-1906 - The Center - 989, Chang Le Road
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200031 Shanghai - P.R. China
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Tel: (008621) 62488600 / 54075050 - Fax: (008621) 62482169
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Punto di corrispondenza. CHENGDU Dipende da ICE Pechino
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22TH FLOOR, UNIT 05 WEST YULONG STREET, 210
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610015 CHENGDU, SICHUAN - P.R. CHINA
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Tel: (0086 28) 86626506 / 86628973 Fax: (0086 28) 86510130
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Rappresentanza Unione Europea
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Rappresentanza dell’Unione Europea in Cina
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15 Dong Zhi Men, Wai Dajei Sanlitun
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100600 Beijing
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Tel. (+86 10) 5324443 Fax (+86 10) 5324342
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