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Territori Palestinesi 



Informazioni Generali
Superficie
I Territori Palestinesi si compongono di due zone distinte: West Bank (Cisgiordania) che include Gerusalemme est, approssimativamente 5.800 Km2 e Gaza approssimativamente 365 Km2

Capitale
Gerusalemme (proclamata nel novembre del 1988 dall’Autorità Nazionale Palestinese) 364.000 abitanti

Altri centri principali
Gaza City (535.000 ab.), Khan Younis (296.000 ab.), Nablus (320.000 ab.), Hebron (552.000 ab,), Rafah (181.000 ab.), Deir al Baleh (221.000 ab.), Tulkarm (158.000 ab.), Ramallah e Al-Bireh (280.000 ab.), Jenin (257.000 ab.), Betlemme (176.000 ab.), Qalqilliya (91.000), Salfit (60.000), Tubas (50.000), Jericho (42.000).

Popolazione
La popolazione totale dei Territori Palestinesi a fine del 2007 dovrebbe essere circa 3.820.000, inclusi 190.000 abitanti a Gerusalemme Est.
In aggiunta, vanno considerati approssimativamente 213.000 Coloni Israeliani che risiedono a ovest del Muro e 67.000 a Est.

Lingua
Arabo; l’inglese è tuttavia largamente utilizzato. L’ebraico è parlato a Gerusalemme Est e nelle zone circostanti la West Bank.

Religione
Musulmana sunnita, con una consistente minoranza cristiana; presenza ebraica negli insediamenti.

Moneta
Non esiste una moneta nazionale. Attualmente le monete utilizzate sono: nella West Bank (Cisgiordania) il Dinaro Giordano (JD) diviso in 100 Piastre (1 piastra è divisa in 10 Fils) e il Nuovo Shekel israeliano (NIS) diviso in 100 agorot.
Il tasso di cambio ufficiale del Nuovo Shekel israeliano a novembre 2009 era di 5.63479per 1 euro e di 3.7781 per 1 dollaro; mentre il tasso di cambio annuale per il 2008 è stato di 5.25571 per 1 euro e di 3.5843 per 1 dollaro.

Nella Striscia di Gaza è usato prevalentemente il Nuovo Shekel israeliano (NIS).

 

2005

2006

2007

2008

PIL

 

 

 

 

PIL nominale in (milioni di US$)

4.634

4.619

4.672

6.486

PIL nominale (milioni di NIS)

20.796

20.585

19.193

23.270

Crescita reale del PIL (%)

6,0

-4,8

-0,5

2,0

Spesa sul PIL (% reale)

 

 

 

 

Consumi privati

n.d.

n.d.

103,8

n.d.

Consumi pubblici

n.d.

n.d.

26,5

n.d.

Formazione di capitale lordo fissoi

n.d.

n.d.

27,5

n.d.

Export di beni e servizi

n.d.

n.d.

16,0

n.d.

Import di beni e servizi

n.d.

n.d.

-62,9

n.d.

Origine del PIL (% reale)

 

 

 

 

Agricultura

n.d.

n.d.

 n.d.

n.d

Industria

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Servizi

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Demografia e reddito

 

 

 

 

Popolazione (mln)

3,61

3,72

3,82

3,93

PIL pro-capite (US$ a PPA)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Tasso di disoccupazione (media %)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Indicatori fiscali (% del PIL)

 

 

 

 

Entrate del settore statale

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Spese del settore statale

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Saldo del bilancio statale

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Debito pubblico

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Prezzi e indicatori finanziari

 

 

 

 

Tasso di cambio NIS -US$ (fine periodo)

4,488

4,457

4,108

3.588

Tasso di cambio NIS - € (fine periodo)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Prezzi al consumo (fine periodo; %)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Prezzi alla produzione (fine periodo; %)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Tasso di interesse sui prestiti (media; %)

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Partite correnti (US$ mln)

 

 

 

 

Bilancia commerciale

-1.107

-2.704

-3.120

n.d.

Merci: export fob

412

451

630

n.d.

Merci: import cif

3.050

3.155

3.750

n.d.

Bilancia dei servizi

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Bilancia dei redditi

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Saldo del conto dei trasferimenti

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Saldo delle partite correnti

-1.107

-538

-410

    n.d.

 

 

 

 

 

Riserve internazionali (US$ mln)

 

 

 

 

Totale delle Riserve internazionali

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

 

a Attuale. b Stime Economist Intelligence Unit. c Previsioni Economist Intelligence Unit

.

Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit, Country Report Luglio 2009


Rischio paese
La SACE elabora una classifica che descrive l’atteggiamento assicurativo di SACE nei confronti di ciascun paese.

- NELLA CLASSIFICA RISCHIO-PAESE, AGGIORNATA A OTTOBRE 2009, LA SACE COLLOCA I TERRITORI PALESTINESI NELLA 7A CATEGORIA OCSE SU 7.

Si tratta della categoria assegnata dall’OCSE ai paesi, che indica il grado di rischiosità (da 0 a 7, ove 0 rappresenta il rischio minore e 7 il rischio massimo). A ciascuna categoria – ad eccezione della categoria 0 – corrisponde un premio minimo a copertura del rischio sovrano a MLT.

- CONDIZIONI DI ASSICURABILITÀ: CHIUSURA
Sono assicurabili soltanto rischi accessori (escluso il rischio di produzione) connessi a progetti finanziati da organismi internazionali e/o tramite crediti di aiuto.
NB: gli investimenti diretti saranno assicurabili dopo l’entrata in vigore di un accordo bilaterale di protezione degli stessi.

Le Condizioni di Assicurabilità indicano l’atteggiamento assicurativo che SACE adotta verso ciascun paese:
i) Nessuna Restrizione: apertura per tutti i tipi di operazione. Si applica ai paesi industrializzati e ad alcuni paesi emergenti che non presentano aspetti di rischiosità particolarmente rilevanti;
ii) Apertura con Restrizioni: in relazione alla situazione economico-finanziaria dei paesi possono essere fissate delle restrizioni;
iii) Sospensiva: in questo caso non è consentita l'operatività ordinaria.

Prospettive future
A dicembre 2007 l’Autorità Palestinese nella West Bank ha pubblicato il pacchetto di riforme di durata triennale per il 2008-2010 denominato Palestinian Reform and Development Plan (PRDP). Tale Piano punta al consolidamento delle finanze pubbliche palestinesi e allo sviluppo della crescita economica nei prossimi tre anni e, in particolare, allo sviluppo degli investimenti nel settore privato. Più precisamente, il PRDP prevede un graduale incremento nel reddito con un passaggio da 1,49 miliardi di $ nel 2008 a 1,67 miliardi nel 2009 e a 1,83 miliardi di $ nel 2010. I costi per i salari saranno contenuti anche se la spesa per i salari continuerà a rappresentare il 51% della spesa totale. Inoltre, il PRDP prevede un deficit di bilancio in diminuzione fino a 1,1 miliardi di $ nel 2010 anche se tale previsione non sembra essere molto realistica.
Nei prossimi tre l’Autorità Palestinese punterà anche sulla ristrutturazione delle infrastrutture.
Il quadro macroeconomico dipenderà soprattutto dagli sviluppi politici ma anche nella migliore delle ipotesi la crescita si contrarrà nei prossimi due anni. Certo è che una ripresa del PIL ai livelli pre-intifada non si verificherà. I consumi privati nella West Bank dovrebbero aumentare; a Gaza, invece, la chiusura di diverse aziende provocherà una disoccupazione del 50%. E’ improbabile che la situazione migliori nei prossimi 12 mesi. Nel medio periodo, il completamento della “barriera di sicurezza” israeliana avrà un impatto economico assicurando il fatto che l’occupazione palestinese in Israele non arriverà ai livelli pre-intifada.


Settori produttivi
Anche se risulta difficile reperire dati economici aggiornati relativi alle attività produttive dei Territori Occupati, è comunque possibile affermare che tutte le voci della modesta economia palestinese erano in costante crescita almeno fino alla fine degli anni ’90, ad eccezione dell`agricoltura che lentamente cede il passo all`industria ed ai servizi che hanno notevolmente aumentato il loro peso come componenti del PIL.
Lo scoppio della nuova “intifada” degli anni 2000 ha avuto un significativo impatto su tutti i settori produttivi palestinesi, ed in particolare sul già modesto settore manifatturiero e sul settore delle costruzioni. Reggono invece i servizi, mentre l’agricoltura cerca di mantenere i livelli produttivi che tuttavia non appaiono nemmeno sufficienti a coprire il fabbisogno della popolazione.

Interscambio
L’entità dell’interscambio dell’Italia con i Territori Palestinesi non è quantificabile, considerando l`andamento altalenante generale dell’economia nell`area israeliana e palestinese. I territori palestinesi sono inseriti nella linea doganale israeliana, per cui non è sempre facile discernere i dati.
Il saldo commerciale risulta attivo per l’Italia e complessivamente il volume degli scambi è stato in diminuzione nel 2005 rispetto al 2004 per quanto riguarda l`export, mentre l’import ha registrato un aumento.

Sotto il profilo della composizione merceologica, le importazioni italiane dalla Palestina anche nel 2003, confermando il trend degli anni precedenti, sono concentrate nella voce relativa ai materiali lapidei, seguita dai prodotti in legno, sughero e paglia e prodotti dell’industria manifatturiera, con una certa importanza anche degli acquisti di prodotti alimentari.
Le voci più rilevanti dell’export italiano verso i Territori Palestinesi sono quelle relative ai prodotti alimentari insieme agli autoveicoli. L’Italia nel 2003 ha però venduto alla Palestina anche notevoli quantità di gioielli e prodotti dell’oreficeria, utensili, apparecchi e macchine in genere.

Principali trattati
Non si registrano allo stato attuale accordi definitivi fra l'Italia e l'Autorità Palestinese.

Informazioni di viaggio
Prefisso internazionale
00 970 prefisso per il Paese;
00 972 è il prefisso per Israele, ed è molto usato.
Gaza, Rafah, Khan Younis: +972-7- sette cifre;
Gerusalemme, Jericho, Ramallah, Bethlehem, and Hebron:+972-2- sette cifre;
Tulkarem, Qalqilia, e Nablus: +972-9- sette cifre
Jenin: +972-6- sette cifre

Fuso orario
2 ore avanti rispetto all’orario del Meridiano di Greenwitch; 1 ora avanti rispetto all’Italia (stesso orario del Meridiano con l’ora legale)

Documenti
Per l’ingresso nei Territori Palestinesi è richiesto il passaporto in corso di validità. Per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni non è richiesto il visto.
Si precisa che non è possibile giungere nei Territori Palestinesi senza transitare per frontiere israeliane e quindi tutti i visitatori devono conformarsi alla normativa d`ingresso di Israele.

Settimana lavorativa
La settimana lavorativa è di sei giorni e Venerdì è il giorno di chiusura ufficiale. Possono essere presi degli accordi speciali per altri giorni, come la domenica. La giornata lavorativa comincia alle 08.00 e finisce alle 16.00 per un totale di 48 ore settimanali.

Principali festività
Le principali feste nazionali sono:
3-5 ottobre 2008 (Eid al-Fitr, fine del Ramadan);
8 dicembre 2008 (Eid al Adha);
25 dicembre (Natale);
1° gennaio 2009 (Capodanno);
20 gennaio 2009 (Nuovo anno islamico);
9 marzo (compleanno del Profeta);
1 maggio (Festa dei lavoratori);
20 luglio (Ascensione del Profeta);
21 settembre (Eid al Fitr Fine del Ramadan);
15 novembre (Festa dell’Indipendenza).


Le festività islamiche variano secondo il calendario lunare. Dal momento che il calendario lunare Hijra è più corto di 11 giorni rispetto al calendario Gregoriano, ogni anno le feste islamiche cadono approssimativamente 11 giorni prima dell’anno precedente. Le date precise sono comunque conosciute solo poco prima della loro celebrazione, dal momento che dipendono dalle fasi lunari.

Principali indirizzi utili


Ambasciate e Consolati in Italia

Delegazione Generale Palestinese
Piazza San Giovanni in Laterano, 72
00184 - Roma
Tel. (06) 7005041 - Fax (06) 7005115


Ambasciate e Consolati all'estero

Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme
Indirizzo: Zona Ebraica: Kaf tet Benovember, 16 - Kataman
Zona Ebraica: tel 0097225619658, fax 5618944
Indirizzo Zona Araba: Nablus Road, 60- Sheik Jarrah
Zona Araba: tel 0097225828138, fax 5322904
segreteria.gerusalemme@esteri.it
www.consgerusalemme.esteri.it

Ufficio Commerciale del Consolato Generale
Via 29 Novembre 16 - Katamon - Gerusalemme
Tel/fax.: (+972 2) 5618977 (centralino) / 5619002 / (ufficio consolare e visti) 5618966
Segreteria: congen1@italcons-jer.org
Ufficio Economico-Commerciale: trade@italcons-jer.org
http://www.italcons-jer.org/

Ufficio Cooperazione Italiana
Tel: 00972 5327447 - Fax 5322904
itacoop@jrol.com


Istituto Nazionale per il Commercio Estero - I.C.E

Dipende da ICE Amman, al quale devono essere indirizzate le richieste di assistenza)
mujeer Ed-din st. sheikh jarah east jerusalem
P.O. box 4570 - 91004 Gerusalemme
Tel: (+972 2) 5400576int. 109 / 255746 - Fax: 2 5323580
ice@italcoop-jer.org
www.ice.it/estero2/gerusalemme


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